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"Quello che ci lasciamo dietro e quello che ci aspetta sono niente in confronto a quello che è dentro di noi"

Ralph Waldo Ermenson

 
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N. S. O. E.

Noi Scoveremo Orizzonti E Nuovi Sogni Ostinatamente Ebbri

  • Sinossi:

Sette sconosciuti si ritrovano in una hall di un lussuoso hotel a New York, scelti da un misterioso Pastore, per un viaggio con destinazione Los Angeles. I sette partiranno, senza l’artefice del progetto, il quale all’ultimo non si presenterà. Attraverseranno deserti, luoghi sperduti sotto cieli infiniti, passando per metropoli affollate, toccando i luoghi più spettacolari d’America. Ma ben presto il viaggio li porterà a valicare altri confini: verseranno lacrime, esploderanno di rabbia, rideranno a crepapelle fino a raggiungere il limite della loro anima, confrontandosi con il loro passato e con quel senso di alienazione che li ha condotti a saltare in quel viaggio per ritrovare la fiducia nella vita e nei sogni impossibili. Balleranno sotto la pioggia, celeranno e sveleranno segreti, dipingeranno paesaggi surreali, spezzeranno legami, brinderanno di gioia, faranno promesse d’amore, punteranno a tutta velocità verso mete inattese.
Toccheranno con mano l’essenza primitiva dell’esistenza e nella ricerca affannosa dei propri sogni improvvisamente l’inaspettato travolgerà il loro percorso, infrangendo l’incanto del viaggio e costringendoli a ricercare nuovi sogni per cui vivere, realizzando così il progetto del Pastore.

Titolo : N.S.O.E.

Autore: Vansky

Pagine: 268

Genere: Romanzo avventura introspettivo

Casa Editrice: Youcanprint

ISBN: 9788831689687

PREZZO 16 euro cartaceo; 3.99  euro in ebook

 
 
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Le mie interviste

Intervista Magazine Indie

Caro Vansky, l’introduzione al suo romanzo ci racconta la storia di un piccolo elefante col sogno di volare. Il mio primo pensiero è andato al cartone animato Dumbo e mi si è immediatamente alleggerito e ringiovanito il cuore!

L’intento era effettivamente quello di riportarci nel mondo fiabesco o si è ispirato ad altro per questo breve racconto iniziale? Da dove deriva l’idea?


L’idea della favola iniziale è legata al tema centrale del romanzo, la conquista dei propri sogni. L’infanzia è l’età in cui tutto è possibile, il momento in cui i bambini credono ciecamente di essere un supereroe, di avere poteri magici o di diventare una principessa. E’ l’età della vita in cui ogni cosa è possibile, dove non esistono limiti nel mondo dell’immaginario e della realtà. Per cui ho trovato conciliante l’idea iniziare il mio romanzo con una favola, quella di un elefante che aveva bisogno come tutti noi adulti di riappropriassi del cucciolo che era stato, e che aveva smarrito crescendo così come il suo sogno di volare. Era un’introduzione perfetta per riportarci all’infanzia, e a tutto ciò che sogniamo ad occhi aperti senza porci limiti.



Una frase inoltre che mi ha colpito molto è stata: “I sogni vanno coltivati con la stessa cura con la quale assecondiamo i nostri bisogni.” È un pensiero che lei è sempre riuscito a (in)seguire o è una consapevolezza che ha raggiunto con gli anni?

E’ stata una riscoperta anche per me. Gli adulti, e tra questi anch’io, più passano gli anni più perdono l’entusiasmo per la vita per i nuovi progetti, assorbiti dalla routine quotidiana che lentamente ci stritola tra i propri ingranaggi. Eppure per un ognuno di noi, c’è stato un tempo, spesso legato all’infanzia e all’adolescenza in cui avevamo dei sogni grandi, inarrivabili, ma che ci davano la spinta, l’energia e la voglia di realizzarli. Come dicevo con gli anni un po’ si perde, ci trasformiamo in degli automi, ripentendo gesti, usi all’infinito in giorni che sembrano uno la fotocopia dell’altro, privi di quell’entusiasmo dato dai nuovi progetti e dai grandi sogni. Perciò è necessario tornare a sognare.


E avere un sogno non è anche una sorta di bisogno?


C’è un aforisma che recita “Nessuno è felice senza avere un'illusione. Le illusioni sono necessarie alla nostra felicità quanto le cose reali.” Senza il mondo dell’immaginario saremo esseri più tristi e poveri. Nella nostra quotidianità facciamo sogni semplici, spesso senza rendercene conto. Nel libro stesso ci sono dei riferimenti a piccoli sogni che coltiviamo a occhi aperti. Ritengo che sì sia un bisogno intrinseco dato dal pensiero, più o meno sviluppato in ogni essere umano.



Il primo sogno che è riuscito a coltivare (e a far fiorire) è stato il suo romanzo o ci sono altri sogni dei quali vuole parlarci?


Quanto parlo di sogni non mi riferisco solo ai grandi sogni, ma anche ai sogni minori che realizziamo normalmente nella nostra vita. In un momento storico in qui tutto è precario, ad esempio trovare un lavoro stabile è un sogno per molti, che va ricercato e sudato.

Personalmente ne ho realizzati molti altri, anche se la lista è lunga. Ho raggiunto il sogno di una laurea, di avere una mia casa, di vivere nella città più bella del mondo che per me rimane Roma. E tra questi devo aggiungere i sogni legati ai miei affetti personali.



Ci parli invece del titolo del romanzo “N.S.O.E”: è abbastanza insolito usare un acronimo come titolo di un libro. La scelta è data dal desiderio di mantenere un velo di mistero (come d’altronde ha fatto con la sua persona) o c’è dell’altro?


Sì in effetti è abbastanza insolito usare un acronimo, ma sono un autore un po’ folle, in senso positivo lo poteva fare. Mi piace giocare e spiazzare con le parole. Sicuramente un titolo del genere suscita mistero e interesse nel chiedersi il significato. Il titolo poi viene spiegato chiaramente nel corso del romanzo, mantiene comunque due significati, uno dei quali è il sottotitolo del libro Noi Scoveremo Orizzonti E Nuovi Sogni Ostinatamente Ebbri. Il secondo significato lo può scoprire il lettore leggendo il libro, è sempre legato alla difficoltà di ricercare e di realizzare i propri sogni.


Il titolo è nato prima di scrivere la storia o è stata più una ricerca avvenuta dopo la stesura del romanzo?

Il titolo iniziale dove essere Nord, Sud, Ovest, Est. Ho deciso di cambiarlo per rendere il tutto più appetitoso agli occhi del lettore, spinto anche dal doppio significato come spiegato prima. Il titolo era legato alla storia del viaggio sia fisico dei personaggi, sia interiore dei sette protagonisti, affannati nella ricerca di una propria meta, di un proprio destino.



Come mai ha deciso di ambientare il viaggio proprio da New York a Los Angeles? C’è qualcosa che la lega a questi luoghi?


Ho visitato molti dei luoghi descritti nel libro e le confermo che sono tutti posti reali, dalle città più conosciute alle città sperdute quali Crystal e Rhyolite. Personalmente ho una grande passione per i viaggi, specialmente per i viaggi on the road in cui si vive la quotidianità, in cui si coprono mete e luoghi inattesi.  E poi di fondo c’è un’idea di liberta dalla routine, del selvaggio, della scoperta sia di posti sconosciuti, sia di persone e situazioni lontani dal nostro modo di vivere.

Mi legano i ricordi dei posti che visto, e che ho cercato di raccontare nel libro, mettendoci qualcosa di personale in ogni meta del viaggio. In particolare il Gran Canyon è un luogo davvero incantevole, che pur occupando un’ampia descrizione nel libro, rimane difficile da tradurre in parole.




I 7 protagonisti fanno simbolicamente riferimento a qualcosa o qualcuno in particolare? A cosa si è ispirato per l’ideazione dei personaggi?

I personaggi sono tutti frutto di immaginazione anche se in ognuno di loro c’è qualcosa di me, Ho ricreato degli stereotipi ben definiti la ragazza avvenente, il ricco newyorkese, la schematica astrofisica, la casalinga, il manovale, l’artista.  Mi sono inspirato alla realtà, cercando di associare ad ognuno di loro, un sogno più o meno straordinario ma che potesse racchiudere un po’ i sogni di tutti noi, dal sogno di avere una propria famiglia al sogno di essere riconosciuto a livello mondiale come artista.



Come mai ha deciso di non far presentare il Pastore come accompagnatore, ma di farlo rimanere invece una presenza “astratta”?


Su questo non posso dare una risposta chiara, in quanto è punto chiave del libro. Il Pastore ha un suo progetto da realizzare, una sorta di segno da lasciare in questo mondo, in modo da dare un senso alla sua vita. E ‘il personaggio che più di tutti ha bisogno di trovare la risposta alla sua insaziabile voglia di vivere.



Personalmente ha avuto una guida o un “Pastore” che l’ha accompagnata nel suo viaggio della vita?

Ho avuto persone importanti che mi hanno accompagnato e che mi accompagnano. Sono gli affetti più stretti, che non mancano mai di far sentire la loro presenza e i loro sostegno. Non riesco ad individuare una figura precisa, sicuramente in base al momento che stavo vivendo ho ricevuto i giusti consigli e il supporto necessario. E di questo sono davvero grato.


Nel capitolo “Salt Lake City” c’è una scena toccante in cui Kiki scoppia in questo pianto incontrollato, perdendo fede e speranza nel trovare felicità. Lei Vansky, ha mai avuto un momento in cui ha pensato di non riuscire a realizzare il proprio sogno? Cosa l’ha aiutata a continuare a provarci?

In realtà la paura di non realizzare questo sogno è sempre presente. Ho grandi aspettative e perciò se non realizzate si trasformano in grandi delusioni. Il dolore che prova Kiki è un dolore che affigge i grandi sognatori, che hanno un mondo da riversare all’esterno ma spesso non vengono compresi, e il rifiuto del mondo si trasforma in una vera tragedia per loro e per la grande sensibilità che racchiudono in sé.

Continuo a credere in questo sogno perché ci ho lavorato tanto, perché ho faticato, perché so il prezzo che ho pagato per scrivere questo libro. Sono tenace e testardo e un inguaribile sognatore. E poi se mi permette il libro fortunatamente sta ricevendo un buon riscontro di pubblico.



Mi è piaciuto molto il fatto che abbia dato spazio ad ogni personaggio di dare un’interpretazione propria al Grand Canyon. (Personalmente la mia preferita è stata quella di Amber). Quale pensa che sarebbe la sua emozione se ci si dovesse trovare difronte? (O nel caso in cui l’avesse già visto coi suoi occhi: ci racconti, qual è stata l’emozione che ha provato?)


In realtà ho visto il Gran Canyon di persona, e da questo ne sono scaturito i sette punti di vista dei personaggi. Ho un modo di scrivere molto interiore e mi piaceva l’idea di descrivere qualcosa di così magnificente attraverso occhi diversi, filtrando l’essenza di ogni personaggio. Ne emerge un ritratto condizionato dal bagaglio di ogni protagonista rapportato a ciò che è. L’emozione di Amber è la più forte, la più empatica, forse la più impattante. Il Gran Canyon va semplicemente visto, le parole, le foto, le descrizioni, i video non rendono la sublime bellezza delle sue gole profonde, del colore rosso mitigato in alcuni punti, del cielo e le nuvole che di sopra corrono via velocemente. Ecco un po’ come Amber, nei limiti di ciò che ci è concesso dovremmo sempre trovare un po’ di questa bellezza nella nostra vita, e sono certo che saremo sicuramente più sereni.



Infine, il romanzo ha una specie di struttura circolare che mi ha colpito molto: nell’epilogo viene ripresa la storiella dell’elefante raccontata da Kiki. Ci si identifica molto in questo personaggio?

Durante la lettura pensavo che lei, autore, fosse più il pastore che guida noi lettori attraverso il viaggio del romanzo, alla fine però mi è sorto il dubbio che Kiki sia descritto in modo quasi autobiografico.


Kiki è il personaggio che mi assomiglia di più, tra tutti. Ha il sogno di comprendere se ha talento oppure no, dopo averlo inseguito in lungo e largo per il mondo. Vive per l’arte e non può fare a meno di seguire questo suo destino. Conosce benissimo le rinunce fatte, a più livelli, per inseguire il suo sogno, il prezzo pagato per realizzare ciò che lui ha nel cuore, ciò per cui è nato. Cerca tra le varie tappe di comprendere se realmente possiede il dono di essere un artista, e vive varie fasi, momenti in cui si sente un pittore incompreso, altre in cui pensa di non poter dipingere più, altre in cui non può smettere di usare i pennelli e di esternarne al mondo ciò che lui ha dentro.

Esiste perciò un nesso tra Kiki il pittore dai grandi fallimenti e dal grande sogno di far conoscere la sua arte al mondo e l’autore e la sua incredibile voglia di divulgare il suo libro a più lettori possibili.

 
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ESTRATTI da N.S.O.E.

  • ESTRATTI

​"E se i vostri sogni non vi condurranno a ciò per cui avete lottato, allora brindate al viaggio che avete fatto. Amate ciò che siete e come siete, imperfetti in un mondo che ci vuole invincibili"

"Siate gocce d'acqua speciali, che al momento giusto riusciranno a generare arcobaleni, anche se dovranno morire"

“Affidandoci alla magia dei sogni possiamo essere condotti per viaggi inimmaginabili all'interno di noi stessi, verso la ricerca di ciò che non crediamo possibile.”

“L'amore come il dolore ci scava dentro e ci cambia. Quando l'hai provato in vita tua, non puoi più farne a meno.”

“Aveva cercato la libertà, vivendo rinchiuso in una prigione che qualcuno aveva costruito per lui insegnandogli che quella era la vita.”

“Perché ogni uomo dentro di sè ha il potere immenso di realizzare se stesso.”

«Quando dai tutto di te e fallisci. Quando ami e non sei ricambiato.
Quando investi tutto e non prendi niente. Quando avresti meritato di
vincere ma perdi. Pensi che non valga più la pena di cercare. Che sia un
sogno, un amore, una sfida, un gioco, un lavoro, forse anche la vita 
stessa. Anche quando hai dato tutto te stesso, anche quando hai lottato
fino in fondo, fino allo stremo delle forze. E non ti rimane nulla, se
non un vuoto così profondo da perdersi. Un abisso senza fondo, senza
luce, senza appiglio, un po’ forse come morire. Poi un giorno improvvisamente
ti ritroverai a ridere o a tentare di farlo. Ti scoprirai di nuovo
felice per qualcuno o per qualcosa. La vita ha il potere immenso di trasformarci.
Ma ce l’ha anche il dolore. Di scavare dentro di noi e di costruire;
mostri, muri e paure. Ma tra i suoi cunicoli esisterà sempre una
forza, che trascende la nostra umanità e che in qualche modo ci salva.
Nessuno mai ci toglierà la voglia di sognare e di immaginare un finale
diverso, perché noi apparteniamo all’infinito. Chiunque ti direbbe di
combattere, di non arrenderti, di andare avanti. E invece no. Ti dirò di
piangere e di essere triste fino a quando vorrai, fino a che persino il dolore
diverrà insopportabile, talmente avvilente da diventare scontato.
Tanti, lì fuori, combattono il tuo stesso dolore, perché alla fine è umano
e ci accomuna tutti. Ma a differenza loro, io sarò lì per te. Sarò lì a
stringerti la mano per convincerti che andrà tutto bene. Perché se
guardi fino in fondo, nel buio più profondo, dove gli occhi non hanno
né luce né scelta, se fissi bene un punto, scoprirai un piccolo lume. È la
forza dell’amore, Amber. E ti salverà! Ci salverà! Nel frattempo Io avrò
cura di te. Avrò cura di te»

"Non abbiate paura di essere chi siete, anche persi in un mondo dove tutti sanno dove andare, anche se nessuno vi capisce. Siate liberi ed entusiasti come bambini, pieni di quell’amore e di quell’innocenza che tanti perdono, crescendo."

"Era come se l'uno potesse capire quello che l'altro racchiudeva in fondo a quegli occhi....Potevano rimanere in silenzio per diversi minuti senza proferire parola, annullando l'ambiente circostante, facendo esistere solo loro per brevi istanti"

 
Books

Le mie poesie

TUTTI I COLORI DEL MONDO

Prendo un foglio bianco e vorrei riempirlo

Con tutti i colori del mondo.

Sceglierei del rosso per dipingere il mio cuore felice

L’azzurro per il cielo d’estate e il blu per il mare d’inverno

Il giallo per i fiori dei campi e per le sfumature del sole

Ma il foglio è sempre bianco.


Vago nel buio il più nero che esista, un dolore al quale non mi abituo

Perché ho smarrito tutti colori del mondo

Lo so che li hai portati via con te e ne sento la mancanza

Vorrei librarmi nel cielo per rivedere le meraviglie del mondo

La stessa gioia che portavi tu, mai banale, mai ripetitiva

Racchiudevi in essa tutta i colori del mondo.


Il foglio bianco mi fissa, si intinge di qualche lacrima incolore

Perché nemmeno tu mi appartieni più

Sei sfumato via come i colori al tramonto del sole

O quelli all’alba che leggeri e fulminei fuggono via

Speravo nella consolazione delle stelle e della luna

Lontane e sole come me, in mezzo al nero della notte

Nel buio pesto della mia vita, senza direzione


Distrattamente ritrovo nella mente un tuo sorriso, labile e inafferrabile,

E nei suoi dettagli scorgo tutti i colori del mondo

Mi ritrovo immerso nell’oscurità della notte, con un foglio bianco in mano, e il viso rigato di lacrime incolori.

Ti ritroverò dove finisce la pioggia e rinasce il sole,

tra gli arcobaleni che sprigionano tutti i colori del mondo

ora che sei distante, irraggiungibile, evanescente come loro,

Ti cercherò sempre alla fine delle tempeste

Quando la luce irrompe e svela al mondo tutti i colori del mondo,

Un posto nel quale saremo sempre felici, una bolla che dura pochi istanti

E non esiste, se non nella mia mente.

Non la senti? Non la percepisci?

E’ l’amore, frangibile quanto una bolla di sapone,

ma se la fissi bene troverai in essa tutti i colori del mondo.

SOLI AL MONDO


Siamo soli al mondo quando nessuno comprende il nostro dolore

Quando le lacrime muoiono nei nostri occhi e inondano la nostra anima

Siamo invisibili al mondo quando amiamo e nessuno lo comprende

Quando l’indifferenza uccide i nostri sforzi per volare

Siamo fragili al mondo quando daremo tutto di noi a qualcuno e non siamo corrisposti

Siamo distanti dal mondo quando i nostri sogni si infrangono e la vita va avanti senza curarsi di noi

Siamo estranei al mondo quando amiamo e dobbiamo sopprimere il sentimento

Siamo frangibili quando qualcuno ci sfiora e ci sentiamo ricolmi ma non possiamo essere ricambiati

Siamo emarginati quando il dolore prende il sopravvento e si cade all’indietro verso l’infinito

Verso la profondità dell’anima dove tutto nasce e muore

Siamo soli al mondo quando ti sale un nodo alla gola, trattieni le lacrime e sorridi

Perché nessuno può comprendere il dolore di non essere amati.

MI PIACEREBBE SAPERE


Mi piacerebbe sapere come stai

Se mi pensi ogni tanto

Se ho lasciato un segno del mio passaggio in te

O se al contrario non ricordi nulla di me

Perché ti sogno ti cerco ti guardo

Nella mia mente e nel mio cuore


Mi piacerebbe sapere se ti manco

Come il sole alla notte

L’aurora al tramonto


Mi piacerebbe sapere se siamo distanti

Quanto l’inverno e l’estate

Inavvicinabili come un pesce e un uccello

Se potremmo mai sfiorarci a filo d’acqua


Mi piacerebbe sapere se ogni tanto torni

Nel posto dove ci siamo conosciuti

Perché mi capita di inondarlo di lacrime

Mentre ti aspetto

Da solo pensandoti da qualche parte felice


Mi piacerebbe sapere dove finisce l’amore non corrisposto

Forse solo così troverò la mia pace

La gioia eri tu ma sei andata via

Mi piacerebbe ritrovare la felicità

E magari voltandosi avrebbe il tuo volto

E non avrei più domande…ma solo amore.

DOLORE DEL MIO CUORE

Oggi è un giorno triste
Il cielo grigio non lascia spazio al sole
Dolore del mio cuore


So che sei andata via
È l’immensità a dividerci
Ora che vaghi per universi
Che non posso raggiungere
E ti cerco per calmare
Il dolore del mio cuore


Ma tu non rispondi
Ora che viaggi per l’eternità
Nel tempo che non posso riavere
E ti ricerco in ciò che eri
In quello che hai lasciato indietro
Tra il dolore del mio cuore
E il desiderio di saperti in pace
È un’onda che smuove l’oceano
Nel quale io mi tengo a galla cercando
Di affogare il dolore del mio cuore


Non puoi asciugare tutte le lacrime
Che già scorrono quanto i giorni felici
Quelli in cui eravamo insieme
Quelli che abbiamo perso
E quelli che non avremo mai
Dolore del mio cuore


Hai impresso nella mia anima
Una felicità che non conoscevo
È l’assenza dell’essenza di te
La pena inflitta a chi ama
Dolore del mio cuore


Ti cercherò in ogni cosa bella
Perché tu sei la gioia del mio cuore.

 

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